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Storia della Città

I RUDERI DEL CASTELLO

DAGLI ANTICHI ROMANI ALL’AGRICOLTURA DEL DUEMILA

Villafalletto è un tranquillo comune di tremila abitanti, con un’economia basata essenzialmente sull’agricoltura, situato nella fertile pianura piemontese crocevia ideale tra Saluzzo, Fossano e Cuneo, sulla destra orografica del torrente Maira.

LE  LONTANE ORIGINI ROMANE E MEDIEVALI

L’origine del paese è certamente molto antica: risalgono all’epoca romana i reperti archeologici, ossia tombe, epigrafi e monete con l’effige dell’imperatore Nerone, ritrovati nelle adiacenze del Santuario degli Alteni, ed evidenziati in seguito a rilevazioni aeree. I primi cenni storici sull’attuale nucleo abitato risalgono al passaggio della giurisdizione sul feudo di Villa da parte di Alineo I, vassallo di Roggiero conte di Auriate, ad Aleramo marchese di Savona.
I ruderi dell’antico castello, ancora visibili sulle rive del Maira, sono rimasti come unici testimoni di quest’epoca. Successivamente, il primo documento che parla della località è del 1163, quando Manfredo I, Marchese di Saluzzo, acquista da alcuni signorotti locali, la Villa.

PER 500 ANNI LA SIGNORIA DEI FALLETTI

Il dominio dei Marchesi di Saluzzo durerà fino al 1322, anno in cui il territorio di Villa viene ceduto ai marchesi del Carretto, i quali lo cederanno a loro volta nel 1332 ai Falletti, la famiglia che manterrà la signoria sul luogo per i successivi cinquecento anni.
A tale epoca risale quindi la denominazione di Villafallettorum, paese dei Falletti, divenuto nella nostra lingua corrente VILLAFALLETTO.
Nel 1461 la comunità si dotò dei suoi primi statuti.
Sotto la protezione dei signori Falletti, la vita del paese trascorse abbastanza tranquilla, interrotta solo nei corsi dei secoli da svariate disavventure guerresche tra le quali va ricordata una cruenta battaglia contro il Marchesato di Saluzzo che interessò il paese alla vigilia  del Natale del 1487 e da numerose occupazioni prima l’armata francese poi, nel 1641 i Savoia, quindi nel 1744 le truppe gallo ispaniche.
Nell’ottocento, per intervento del Conte Carlo Falletti, il paese venne risparmiato da minacce di incendio e saccheggio durante la guerra tra francesi ed austriaci.
Sono storia recente i misfatti dei nazi-fascisti, nel corso dell’ultimo periodo della Resistenza.

STORIA

I SUGGESTIVI RUDERI DEL CASTELLO E IL FASCINO DEL PRESEPE GIGANTE

Parte integrante e fondamentale della storia del Comune è il suo castello, la cui origine risale all’anno Mille.
Successivamente distrutto, verso il 1150 venne riedificato ed ampliato divenendo un’importante opera residenziale e di difesa fino al 1537 quando fu abbattuto in conseguenza di un trattato.
Attualmente proprietà dei Conti Falletti, i ruderi del Castello sono diventati negli anni una sorprendente scenografia nel periodo natalizio, per il caratteristico PRESEPE DI VILLAFALLETTO. Allestito da un gruppo di volontari, su oltre 1.500 metri quadrati, con statue ed addobbi a dimensioni naturali, propone ogni anno diverse ricostruzioni storiche del borgo del paese.
Giochi di luce e colori, donano al presepe una fascino misterioso, specialmente all’imbrunire e nelle ore serali.

LA MADONNA DEGLI ALTENI E …. DEGLI SPOSI

Questo Santuario sorge fuori dell’abitato, nei pressi della Provinciale Cuneo-Saluzzo. E’ dedicato alla Madonna del Popolo, ma nella zona è conosciuto come MADONNA DEGLI ALTENI, ad indicare gli autin, i filari di vite maritata ad essenze arboree, numerosi un tempo nella zona.
Sul luogo esisteva già un’antica chiesa romanica  dedicata a Santa Maria con il titolo di pieve, forse parrocchiale del vecchio nucleo abitato di Villafalletto che sorgeva sulla sinistra del Maira. L’attuale Santuario risale al diciottesimo secolo, costruito in forme di stile barocco e neoclassico. All’interno, l’altare della prima cappella a destra possiede una grande ancona lignea, probabile parte centrale di un polittico andato smembrato. E’ certamente una delle pochissime pitture su tavola quattro-cinquecentesche sussistenti in provincia di Cuneo.
E’ attribuita, secondo i più recenti studi, al Maestro di Marchiotto Falletti (1510-1515). Sulla parete destra del coro è inoltre presente  un prezioso affresco della fine del  quattrocento raffigurante  San Bernardo.
La Madonna degli Alteni è oggi luogo preferito da molte coppie di sposi che lo scelgono per la celebrazione del matrimonio.

PIAZZA MAZZINI E LA CONFRATERNITA DEL GONFALONE

Sull’ampia Piazza Mazzini si affaccia il Palazzo del Municipio, ricostruzione ottocentesca di un antico edificio nobiliare. Nei pressi sorge l’elegante palazzo dei Conti Falletti. Di fronte, tra alcune case si erge possente la Torre Civica della metà dell’800, di gusto neomedievale. A fianco del Municipio è la Chiesa Parrocchiale, dedicata ai SS. Pietro e Paolo (metà del ‘700); la facciata barocca, in cotto, è del 1814.
Sulla destra, dedicata a Maria Vergine Assunta, si trova la Confraternita del Gonfalone nota come la Bianca, indica annualmente il lunedì antecedente la Santa Pasqua, la tradizionale processione del Cristo Flagellato. La chiesa vanta la visita di San Giovanni Bosco, avvenuta nell’estate del 1865.

LA CONFRATERNITA DELLA MISERICORDIA E IL MORTORIO PASQUALE

Dedicata al Martirio di San Giovanni Battista decollato, la Nera è una costruzione del primo seicento eretta per ospitare la confraternita sorta nel 1622.
La chiesa è ricca, all’interno, di arredi sacri, fra cui un pregevole coro ligneo.
Il martedì santo la Confraternita, propone la rievocazione del Mortorio Pasquale, un’antica rappresentazione creata con la Confraternita stessa. Una menzione particolare merita lo svolgimento della “Processione Granda del Mortorio” che ogni 4 anni viene tenuta dalla “Nera” con oltre 400 partecipanti in costume del 1700 e secondo una “regola” del 1710.

SACCO E VANZETTI

Affermare che Villafalletto è noto in tutto il mondo, almeno per il nome, non è affatto esagerato: infatti qui nacque Bartolomeo Vanzetti che, con il suo amico di sventura  Nicola Sacco, fu ucciso, perché anarchico e straniero dalla Giustizia della Civile America degli anni ’20.
I due uomini vennero giustiziati sulla sedia elettrica, nella notte tra il 22 e il 23 agosto 1927, in un penitenziario del Massachussets, per un crimine mai commesso.
La loro riabilitazione, con la conseguente dichiarazione di assoluta innocenza avvenne solo nel luglio 1977. Due lapidi ricordano il loro sacrificio, la prima presso la casa natia, in corso Umberto, la seconda sulla piazza, di fronte al Palazzo Comunale, poste a cura del Comitato Sacco e Vanzetti.